Introduzione
Il rivelatore AMD11 è nato nel 2018 come alternativa al più noto AMD5 che usa GMT di dimensioni inferiori. AMD11 è infatti un rivelatore di muoni funzionante con 2 tubi Geiger-Müller tipo SI22G. Questo strumento segue le caratteristiche del primo prototipo AMD6, il quale utilizzava dei GMT SBM19. AMD11 rispetto a quest'ultimo utilizza comunque una finestra di coincidenza molto ristretta che permette una misura più accurata dei soli muoni.
Descrizione
Il rivelatore è stato ospitato per circa due anni dal Centro dell’Aeronautica Militare di Montagna (CAMM) di Sestola, sul Monte Cimone a 2100 metri di quota (vedi newsletter 17) e i dati raccolti sono ancora in fase di analisi.
Caratteristiche:
AMD10, utilizzando sensori di maggiori dimensioni rispetto ad AMD5, è adatto per misure particolari o 'in diminuzione' (e.g. nel sottosuolo).
Tecnica:
Il detector è dotato di alcuni switch per la selezione di particolari impostazioni, come la disattivazione della coincidenza per fare misure di radioattività o dosimetria.
AMD11 in funzione
Essendo equipaggiato con registratore di dati, il rivelatore AMD11 è utilizzabile anche per attività outdoor, oppure in situazioni dove non è disponibile un computer per la registrazione dei dati.
Statistica del primissimo test
Nel grafico seguente viene riportata la statistica del primo test, con la finestra di acquisizione più fine.
AMD10 collegato a un data-logger
"La vita in un guscio di plasma" il nuovo libro di Marco Arcani 03.08.2026
La Terra è molto più di ciò che vediamo. Da lontano essa appare come una fragile sfera azzurra sospesa nello spazio. Ma osservata con gli "occhi" di una particella elementare, la Terra assume un aspetto completamente diverso: un nucleo protetto da un immenso guscio di plasma, immerso in una rete di campi elettrici e magnetici che la collegano al Sole e all'ambiente cosmico.Quel guscio invisibile non è soltanto una curiosità della fisica spaziale. È probabilmente uno degli ingredienti fondamentali che hanno permesso alla vita di nascere, evolversi e sopravvivere sul nostro pianeta.
La vita in un guscio di plasma accompagna il lettore in un viaggio attraverso magnetosfera, plasmasfera, fasce di Van Allen, aurore polari, raggi cosmici e missioni spaziali, mostrando come questi fenomeni siano parte di un unico sistema profondamente interconnesso.
Ma il libro propone anche una riflessione sul modo in cui costruiamo la conoscenza scientifica. Quando un modello riesce a spiegare solo parte dei fenomeni osservati, è legittimo chiedersi se esistano prospettive diverse, capaci di descrivere la Natura in modo più completo. Lo spirito della scienza non consiste nel difendere un paradigma, ma nel metterlo continuamente alla prova.
La scienza progredisce quando cambia il modo in cui osserviamo la realtà. A volte non servono soltanto strumenti sempre più potenti, ma anche nuovi punti di osservazione e la capacità di vedere con occhi nuovi quello che ci circonda da sempre. Il guscio di plasma della Terra è un esempio di come una prospettiva diversa possa rivelare una connessione profonda tra il nostro pianeta, il Sole e l’intero universo.
AMS svela nuovi segreti sui raggi cosmici 12.07.2026
L’Alpha Magnetic Spectrometer (AMS), installato sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), dal 2011 ha analizzato oltre 200 miliardi di particelle. Ora la collaborazione AMS ha dimostrato che la tradizionale divisione dei raggi cosmici in soli due gruppi è incompleta. I raggi cosmici sono stati tradizionalmente classificati in particelle primarie, prodotte e accelerate da sorgenti astrofisiche, e particelle secondarie, generate quando i raggi cosmici primari interagiscono con la materia durante il loro viaggio nella Galassia (ad esempio in atmosfera). Grazie a 13,5 anni di dati e all’analisi di circa un milione di raggi cosmici composti da elementi pesanti, AMS ha scoperto che entrambi i gruppi presentano popolazioni differenti, in base alla loro rigidità magnetica. I risultati rivelano quindi quattro classi distinte di raggi cosmici: due tipi di raggi cosmici primari e due tipi di raggi cosmici secondari. La scoperta è stata resa possibile dalle misurazioni precise di cinque elementi pesanti — fosforo, cloro, argon, potassio e calcio — che portano a 20 il numero totale degli elementi studiati da AMS. I nuovi risultati dimostrano che la produzione e la propagazione dei raggi cosmici sono processi molto più complessi di quanto ipotizzato in precedenza...
Fonte: CERN Bulletin
Il libro AstroParticelle
26.09.2013 - Un viaggio scientifico tra i raggi cosmici raccontato attraverso la storia, le invenzioni i rivelatori e gli osservatori; senza trascurare gli effetti che essi producono coinvolgendo numerose discipline scientifiche tra cui astrofisica, geofisica e paleontologia.
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