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In realtà non conosciamo nulla, perché la verità sta nel profondo. (Democrito)

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19/06/2018
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Mu-Monitor (ver.2017):

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I dati del vento solare:

solar wind plotter


 

 

 

 

 

In primo piano:

22.05.2018 Modifiche di servizio in corso

Sono in corso modifiche tecniche al sito, in particolare l'installazione del certificato di protocollo di sicurezza (navigazione https) e altri adeguamenti di servizio. Di conseguenza alcune sezioni del sito potrebbero non funzionare o subire rallentamenti.

I metodi più comuni per vedere i raggi cosmici

I raggi cosmici sono particelle subatomiche, invisibili a occhio nudo e talmente piccole da risultare invisibili a qualsiasi microscopio. Si possono però in qualche modo "vedere" le tracce che essi lasciano quando attraversano la materia. In questa pagina evidenziamo i metodi più utilizzati, anche a livello professionale e gli strumenti realizzabili o reperibili in commercio per lo studio dei raggi cosmici...

   

Andamento dei raggi cosmici 2016-2018

In questa pagina viene riportata la tendenza dei raggi cosmici a terra, da ottobre 2016 ad oggi (04.2018). I dati sono stati prelevati dal rivelatore JUNG (Svizzera) appartenente alla rete mondiale di rivelatori di neutroni NMDB e da un rivelatore di muoni AMD5 della rete di ADA. I dati di AMD5 sono stati messi a confronto con i dati ambientali: temperatura e umidità...

   

Il Liceo scientifico di Cariati performa misure di raggi cosmici outdoors

Gli studenti del Liceo scientifico di Cariati, accompagnati dai proff. Domenico Liguori e Francesco Benevento, in occasione della visita presso i laboratori del Parco Astronomico “LILIO” (intitolato all’astronomo cirotano A. Lilio http://www.astrosavelli.it) hanno condotto anche delle misure di raggi cosmici alla quota di 1170 metri, da confrontare con il flusso misurato a scuola in modo da verificare la dipendenza di tale flusso dall’altitudine alla quale si effettua la misura...

   

Radiografie terrestri coi muoni cosmici.

La Radiografia a muoni (Mu-Ray) è una tecnica di analisi non invasiva e per mega strutture che sfrutta il flusso di muoni atmosferici generati dai raggi cosmici. Con questo sistema si stanno indagando le morfologie dei vulcani e i segreti delle grandi piramidi in tutto il mondo, da Teotihuacan alla piana di Giza.

Conferenza di Marco Arcani, Lunedì 19 Marzo 2018, h 21 Cine-Teatro P.GRASSI Tradate (VA) a cura del Gruppo Astronomico Tradatese

   

L'Universo Elettrico e i Raggi Cosmici

La teoria dell'Universo Elettrico si basa sulla premessa che lo spazio è composto dal 99% di plasma, questo può esistere in diversi stati, se i livelli di energia sono bassi rimane in forma invisibile. Il plasma è anche un conduttore ed è pertanto percorso da correnti elettriche che però si evidenziano solo se ne mezzo spaziale c'è della materia ad esempio polvere o gas. La principale caratteristica della teoria dell'Universo Elettrico è la sua relativa semplicità e la capacità di spiegare i fenomeni cosmici con chiarezza senza avere bisogno di nuova fisica o nuove strane particelle...

   

 

News:

20.05.2018 Raggi gamma innescati dai fulmini

Durante il 2013, i fisici del Telescope Array (Utah -USA) scoprirono una strana firma di particelle; erano raggi gamma, le onde luminose di più alta energia sullo spettro elettromagnetico. Questi sono prodotti da fulmini che irradiano la radiazione gamma verso la superficie terrestre. Cinque anni dopo, un gruppo internazionale guidato dal "Cosmic Ray Group" all'Università dello Utah ha osservato i cosiddetti TGF (Terrestrial Gamma ray Flashes) in modo più dettagliato che mai. L'Array ha rilevato 10 raffiche di TGF discendenti tra il 2014 e il 2016, molti di più di quelli osservati nel resto del mondo messi insieme. Il Telescopio Array Lightning Project è il primo a rilevare i TGF da fulmini nuvola-terra, e a mostrare dove sono originati all'interno dei temporali. Il Telescope Array è di gran lunga l'unica struttura in grado di documentare l'intera "impronta" di TGF sul terreno e mostrare che i raggi gamma coprono un'area da 3 a 5 km di diametro.Si tratta ora di capire qual'è il motivo per cui solo alcuni rari fulmini generano questa cascata di raggi gamma.

Lo studio pubblicato online il 17 maggio su Journal of Geophysical Research: Atmospheres.

Fonte: Physorg

   

Rover cinese sulla Luna

La Cina ha lanciato un nuovo satellite nello spazio che finirà per fare da contatto tra la Terra e la sonda lunare Chang'e-4 (ancora da lanciare) che atterrerà sul lato nascosto della Luna. Il satellite sarà messo in orbita attorno al secondo punto Lagrangiano (L2) del sistema Terra-Luna a 455.000 km dalla Terra. Un fattore notevole di questa missione è che sarà il primo satellite di comunicazione al mondo ad operare nell'orbita L2. Quando la Cina manderà il suo rover sulla Luna alla fine dell'anno, avrà diversi obiettivi tra cui: misurare la temperatura della superficie lunare, misurare le composizioni chimiche delle rocce lunari e dei terreni, effettuerà osservazione radioastronomica a bassa frequenza e identificherà la struttura dei raggi cosmici...

Fonte: neowin

   

Raggi cosmici da Giove

Le misurazioni effettuate di recente con il satellite PAMELA hanno dimostrato con buona evidenza che una frazione dei raggi cosmici rilevati sulla Terra proviene da Giove. Gli esperimenti favoriscono fortemente la validità di questa ipotesi. In particolare i dati PAMELA mostrano che i flussi di protoni sono più grandi quando l'orbita terrestre interseca le linee del campo magnetico interplanetario che collega Giove con la Terra. Questo effetto si manifesta con più di dieci deviazioni standard, difficili da spiegare senza l'idea che parte dei protoni cosmici provenga direttamente dalla magnetosfera di Giove. Questo potrebbe essere un suggerimento per cercare altre sorgenti di raggi cosmici che potrebbero essere più vicine di quanto finora immaginato...

Fonte: Arxiv

   

Riscaldamento antropico?

NEGIS non è d'accordo, una striscia di ghiacco in Groenlandia lunga più di 600km chiamata NEGIS (Northeast Greenland Ice Stream) è stata a lungo studiata da alcuni ricercatori. Questi hanno scoperto che negli ultimi 45.000 anni NEGIS ha subito una perdita di massa, non solo in epoche calde come quella attuale (ultimi 12.000 anni), ma anche in periodi molto freddi. La scoperta è stata fatta grazie alla "scottatura" delle rocce dovuta ai raggi cosmici, ovvero lo studio degli isotopi cosmogenici nelle rocce esposte e non più sepolte dal ghiaccio...

Fonti: NATURE Communications
TheWorld

   

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