Per i nostri lavori ci siamo sempre affidati ai sensori sovietici provenienti principlalmente da Ucraina, ma anche dalla Federazione Russa. Con la guerra che persevera, i nostri esperimenti con nuovi strumenti basati sui tubi di Geiger e Müller sono rallentati e la costruzione di nuovi rivelatori AMD5 è praticamente ferma. Naturalmente i sensori GMT sono prodotti anche in altre parti del globo, ma la disponibilità e il rapporto prezzo/prestazioni di quelli sovietici è sempre stata favorevole per i nostri utilizzi. Nel 2021 avevamo già utilizzato due GMT cinesi, modello J306, per terminare il rivelatore AMD16, grazie al quale abbiamo ottenuto anche interessanti risultati scientifici. Ora abbiamo provato altri sensori che possano sostituire quelli russi di tipo SBM20 impiegati sui rivelatori AMD5. Lo store di riferimento è Aliexpress e sensori di tipo simile sono etichettati con la sigla J305. Per ragioni ignote questi tubi sono prodotti in due formati di lunghezza differente, li abbiamo provati entrambi in quanto quelli più lunghi hanno le medesime dimensioni degli SBM20.
Le prove sui GMT J306
Le prove sui GMT J305 (corti)
Le prove sui GMT J305 (lunghi)
La radiazione spaziale a bordo di Artemis II 18.04.2026
Al di là dell'orbita terrestre, gli astronauti si trovano ad affrontare le particelle ionizzanti cosmiche che consistono in tre pericoli sovrapposti: particelle intrappolate nelle fasce di Van Allen, particelle da eventi solari (SPE) e i raggi cosmici galattici (GCR) provenienti dall'esterno del sistema solare. Artemis II ha viaggiato nella fase di instabilità successiva al massimo del Ciclo Solare 25, il che crea un certo paradosso: il fondo costante di raggi cosmici galattici è leggermente inferiore in prossimità del massimo solare, ma la probabilità di una tempesta solare dirompente è maggiore...
Newsletter 21 21.12.2025
Da oggi, nell'area dedicata è disponibile la nuova newsletter:
Raggi cosmici occultati nella magnetosfera 5.0.5.2026
Nuovi dati della missione cinese Chang’e-4 hanno rivelato una sorprendente “ombra di raggi cosmici” vicino alla Luna. Gli scienziati si aspettavano che la radiazione cosmica nello spazio fosse distribuita in modo uniforme, ma le misurazioni hanno mostrato una regione con radiazione significativamente ridotta. Questa zona occultata sembra estendersi dalla Terra verso la Luna con un’angolazione insolita. I ricercatori ritengono che il campo magnetico terrestre possa influenzare i raggi cosmici molto più lontano nello spazio di quanto si pensasse. Questo effetto crea una sorta di zona di schermatura naturale nel sistema Terra-Luna. La scoperta mette in discussione l’idea che lo spazio vicino alla Luna sia privo di protezione magnetica per le particelle ad alta energia. La scoperta potrebbe inoltre migliorare la comprensione dell’ambiente radiativo nello spazio. Ciò è utile per progettare missioni future più sicure per gli astronauti. Gli scienziati stanno ancora studiando le cause di questo fenomeno inatteso. I risultati indicano che l’influenza magnetica della Terra è più estesa e complessa del previsto...

Fonte: EOS
Il libro AstroParticelle
26.09.2013 - Un viaggio scientifico tra i raggi cosmici raccontato attraverso la storia, le invenzioni i rivelatori e gli osservatori; senza trascurare gli effetti che essi producono coinvolgendo numerose discipline scientifiche tra cui astrofisica, geofisica e paleontologia.
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