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Cosmic Rays Science

In realtà non conosciamo nulla, perché la verità sta nel profondo. (Democrito)

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Cosmic Ray Physics

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Experiments

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Education

Liceo "Marie Curie" Tradate

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Atmospheric Science

In realtà non conosciamo nulla, perché la verità sta nel profondo. (Democrito)

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Climate Change Science

Lys Glacier

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Detector technology

Courtesy: M. Illiano ADA Pozzuoli NA

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Cosmic Rays Science

Courtesy: Lycée "Ermesinde" - Mersch Lussemburgo

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Cosmic Rays Science

Courtesy: Istituto di Istruzione Superiore IIS CARIATI CS

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In realtà non conosciamo nulla, perché la verità sta nel profondo. (Democrito)

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Cosmic Rays underground

In realtà non conosciamo nulla, perché la verità sta nel profondo. (Democrito)

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Cosmic Rays Science

Courtesy: ABACHOS

IN PRIMO PIANO

News ed esperimenti in corso, 21/01/2021

CARPET - un curioso mostro a GMT

CARPET è un tipo di rivelatore (telescopio) di raggi cosmici a tubi Geiger progettato per colmare il divario tra i monitor di neutroni e i telescopi a muoni. A confronto con altri tipi di rilevatori di raggi cosmici, il rilevatore CARPET è sensibile alle componenti secondarie di bassa energia prodotte dal flusso di raggi cosmici primari (galattici o solari) che impattano nell'atmosfera. Il rivelatore - progettato in russia - è composto da cellule di 10 GMT, fino a un totale di 24 blocchi ovvero 240 GMT!..


Micrometeoriti

Oltre a provenire dallo spazio le microsferule hanno qualche rapporto anche coi raggi cosmici, questo è un mini-libro sulle informazioni principali che riguarda la natura delle sferule cosmiche e di come è possibile raccoglierle, ben sottolineando che non tutto ciò che luccica è oro. Il presente manuale è indicato a persone con curiosità scientifica innata o a chi voglia stimolare in qualcuno l’interesse per il mondo astronomico in miniatura, inoltre la raccolta delle sferule cosmiche può essere di particolare valore didattico nelle attività scolastiche...


Bruno Benedetto Rossi
e il telescopio per raggi cosmici

Bruno Rossi è definito come il padre della fisica dei raggi cosmici in Italia, sebbene non bisogna dimenticare anche gli importanti contributi di Giuseppe Occhialini (quasi suo coetaneo) e di altri scienziati italiani. Tra i lavori di Rossi vanno sicuramente ricordati quello del metodo di rivelazione dei raggi cosmici, la scoperta degli sciami atmosferici, le curve di assorbimento di energia nei metalli e l'idea di usare il campo magnetico della Terra per capire la natura dei raggi cosmici primari...




Newsletter n.16 (24.12.2020)

Disponibile la nuova newsletter nell'area dedicata

 I. Dai raggi cosmici la predilezione destrorsa per la vita

 II. Un anno di notizie in breve

 III. News da ADA e astroparticelle.it



Noi Magazine....Gazzetta del Sud 19-11-20

Pubblicato da Mimmo Liguori su Venerdì 20 novembre 2020

To the top

C'era una volta

Una pagina estratta automaticamente dai nostri archivi, ID num: 5

Un Telescopio rivelatore e contatore di muoni

Muon telescope

Lo strumento qui descritto è la diretta evoluzione dei precedenti, il cuore del sistema è composto da tre comuni tubi neon circolari divisi a 120°, in tre settori, uno specchio iperbolico raccoglie la luce delle lampade che viene riflesso dallo specchio secondario come in un normale telescopio newtoniano... vai alla pagina...

 

To the top

Astroparticelle - schegge per lo sviluppo della conoscenza...


News dal Mondo


Le Alpi diventano più alte di quanto si consumino 5.12.2020

I raggi cosmici ci possono dire quanto una roccia è più vecchia di un'altra grazie al  berillio-10 - un isotopo radioattivo da loro prodotto quando colpiscono i minerali nel suolo - più berillio-10 è presente e più la roccia è antica. Con questo principio si può capire il tasso di erosione delle rocce. Si pensava che l'innalzamento delle Alpi fosse equivalente al loro tasso di erosione, ma tramite questo studio si è visto che le Alpi si erodono meno di quanto atteso e quindi aumenteranno progressivamente la loro altitudine, la differenza tra i due parametri indica un aumento di 80 cm in mille anni!

Fonte: PhysOrg


Altre sorprese dalle sonde Voyager 4.12.2020

Le sonde Voyager hanno lasciato il sistema solare da qualche anno, ma ancora stanno rilevando getti di raggi cosmici provenienti dal Sole. Si tratta di potenti flussi di elettroni accelerati molto di più di quanto possa fare il vento (plasma) solare normalmente. I ricercatori pensano che questi elettroni siano energizzati dall'interazione tra l'energia delle onde prodotte durante le emissioni di getti di plasma coronale (CME) e il campo magnetico tangenziale all'eliosfera. In questo modo sarebbero accelerati nello spazio interstellare come misurato dalle Voyager...

Fonte: ScienceAlert


Osservazione dei neutrini prodotti nel ciclo CNO del Sole (27.11.2020)

Gli astrofisici sono convinti che le stelle sono alimentate dalla fusione dell'idrogeno in elio. La fusione nucleare avviene attraverso due processi teoricamente ben compresi: la catena protone-protone (pp) e il ciclo carbonio-azoto-ossigeno (CNO). Si pensa che i neutrini emessi durante tali processi di fusione nel nucleo solare siano una sonda diretta per il profondo interno del Sole. Il processo pp produrrebbe circa il 99% dell'energia solare; tuttavia finora non erano state riportate prove sperimentali del ciclo CNO. Borexino - un esperimento situato presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso in Italia - ha acquisito dati per oltre 1000 ore, dal 2016 al 2020. La principale sfida sperimentale era identificare il segnale in eccesso (pochi conteggi al giorno sopra lo sfondo per 100 tonnellate di target) attribuito alle interazioni dei neutrini CNO. I progressi nella stabilizzazione termica del rivelatore negli ultimi cinque anni hanno permesso di sviluppare un metodo per limitare il tasso di contaminazione del bismuto-210 nello scintillatore. Nel ciclo CNO, la fusione dell'idrogeno è catalizzata da carbonio, azoto e ossigeno, e quindi la sua velocità - così come il flusso dei neutrini CNO emessi - dipende direttamente dall'abbondanza di questi elementi nel nucleo solare. Questo studio apre quindi la strada verso una misura diretta della "metallicità" solare utilizzando neutrini CNO. Secondo questi risultati il contributo relativo della fusione CNO nel Sole sarebbe nell'ordine dell'1%; tuttavia, nelle stelle massicce, questo dovrebbe essere il processo dominante di produzione di energia...

(Immagine: rogerarm.freeuk.com)

Fonte: Nature

 


☀ Sole e space weather


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  • 2010 - 2020 Astroparticelle.it compie 10 anni!...

  • Libro sui raggi cosmici

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